Aspettando Bergamoscienza,un evento sui QR Code:la mia presentazione

il 22 Settembre sono stato invitato a tenere  intervento  ad  ”Aspettando BergamoScienza” che prelude l’apertura del prestigioso Festival che si svolge a Bergamo da 1 al 17 ottbre. l’evento , dal titolo “QR Code: una porta tra il mondo fisico e il mondo virtuale” ha visto insieme a me sul palco Maurizio Vavassori, consulente di Sitech Bergamo e il Professor  Lucio Cassia del comitato scientifico di BergamoScienza.
La mia  presentazione , basata su Prezi, ha tentato di dare una chiave di lettura del fenomenemo QR Code , interpretandolo non come una tecnologia ma come un sistema basato su diverse componenti non solo  tecnologiche ;ogniuna a diversi stadi di maturazione ed adozione. Ho introdotto la visione (espressa nel mio post precedente :Qr Code : da “Internet of Things a Internet ON Things”) del fenomeno QR Code come  un NetGate :una porta sugli oggetti per entrare in rete in modo contestualizzatato: l’ Internet SUGLI oggetti

QR Code : da “Internet of Things ” a “Internet ON Things”

Stiamo assistendo ad una esplosione dell’adozione delle tecnologia denominata QR code che sta progressivamente pervadendo il nostro quotidiano: molti periodici correlano gli articoli con un QR Code che permette di ascoltare registrazioni audio o vedere dei video che integrano l’esperienza della lettura con un flusso multimediale di informazioni perfettamente contestualizzate e , sopratutto, disponibili nello stesso momento della lettura , senza richiedere al lettore di accedere a strumenti diversi da quelli che porta sempre con se:il telefonino o lo smartphone.

Innumerevoli altri esempi, soprattutto a livello internazionale confermano la validità di questo “sistema”: dall’etichettatura di capi di abbigliamento , alle bottiglie di vino con il QR code che permettono di vedere l’azienda agricola dove viene prodotto e magari fare un’acquisto on line da ricevere comodamente a casa, il tutto mentre al tavolo del ristorante sorseggio un bicchiere di vino davanti alla bottiglia.

Google , ha spedito 200.000 vetrofanie ad altrettanti esercizi commerciali, con l’immagine del QR Code corrispondente alla loro pagina  di descrizione su google map (progetto My Favorite Place).

Non si contano le campagne di advertising sui giornali o tramite affissioni che permettono di “entrare ” in comunicazione con un messaggio virtuale veicolato dal codice stampato in un angolo della pagina.

In questo periodo sto affrontando il tema del QR code e dei suoi possibili modelli di utilizzo, i vantaggi reali che le aziende possono avere nell’adozione, e la ricerca di nuove applicazioni che sfruttino al massimo le caratteristiche esplicite ed implicite di questa tecnologia.

Da questo tentativo nascono queste mie riflessioni riguardo un tentativo di allargare l’orizzonte e dare una lettura della rapidità di adozione di questa tecnologia, perchè secondo me siamo in presenza di un importante fenomeno che sta creando una modalità di connessione tra il mondo reale ed il mondo virtuale. Infatti possiamo considerare il

QR Code : una porta tra il mondo fisico ed il mondo virtuale,una modalità finalmente semplice ed usabile per accedere ai contenuti dei mondi on line con le caratteristiche di ubiquità, immediatezza e semplicità che abbiamo sempre aspettato.

Continue reading this post »

“Your Country Your Call” l’Irlanda chiede un’idea agli irlandesi

la settimana scorsa il Presidente della Repubblica di Irlanda Mary McAleese  ha lanciato una campagna di “idea generation” sul web chiamata “Your Country Your Call”. Attraverso un portale sul Web , tutti gli irlandesi potranno rispondere alla chiamata del loro Presidente per identificare due ‘transformational’ ideas they hope will secure prosperity and jobs in this country, cioè due idee in grado di assicurare prosperità e posti di lavoro al Paese.

Le due idee avranno un premio di 100.000 Euro ciascuna ed una dote di 500.000 Euro, sempre cadauna, per poterne iniziare l’attuazione.Un video con il messaggio del Presidente campeggia nella home page di YCYC come viene chiamata la campagna. Il motore di questa iniziativa e’ un  Idea Management System , una applicazione internet based che permette di sottoporre, votare, valutare e classificare le idee che vengono da chiunque voglia farlo. Molti esempi ci sono stati sino ad ora di applicazioni del principio del Web partecipativo e di questa modalità di trarre valore dal contributo di molti.La prima applicazione, diventata una pietra miliare , ha riguardato IBM che nel 2006 ha lanciato Innovation Jam , la piu’ grande sessione di ideas generation attraverso la partecipazione di 150.000 persone di 104 paesi e 62 aziende; per cercare 10 idee di business innovative da finanziare Continue reading this post »

Politics 2.0: una strategia di comunicazione per i partiti politici in Europa ?

Dal alcuni mesi sto seguendo come Correlatore una Tesi di Laurea specialistica Facoltà di Ingegneria dell’Università di Bergamo- Corso di Laurea Specialistica in Ingegneria Gestionale del Prof. Lucio Cassia. Insieme con i laureandi Davide Caroli e Paolo Battista Farina abbiamo tentato di dare una lettura dei cambiamenti innescati da Internet nelle strategie comunicative della Politica. Il cambiamento generato dall’avvento del Web 2.0 ha le maggiori implicazioni nel coinvolgimento e nella partecipazione dei navigatori di Internet (un miliardo e seicentomila persone) alla generazione dei contenuti del Web, e soprattutto nell’aumento vertiginoso delle possibilità di comunicazione tra di loro. Continue reading this post »

Una lezione su Business Model Innovation al Social Media Lab

ho tenuto una lezione all’interno del III Laboratorio “Start-up Lab” nell’ambito del Progetto Social Media Lab - Corso di formazione d’Eccellenza in Web 2.0, online business e web marketing dello IULM.

Sono stato invitato dal David Orban che ha collaborato alla creazione dello “Start-Up lab”, e ho presentato un framework per creare business models innovativi, originato da Alexander Osterwalder  e disponibile su businessmodelalchemist.com. Questa metodologia permette di identificare, modellare, comparare ed inventare modelli di business, rappresentabili attraverso un “Canvan” chiaro esemplice ma che permette di identificare le 9 direttrici fondamentali di Buisiness Model

Sempre in relazione a questa tematica, ho illustrato il progetto di co-creation (oltre 400 contributors da tutto il mondo) di un librosui business models innovativi (si, un bel circolo virtuoso) ideato e diretto online dall’Osterwalder, e di prossima uscita su Amazon-

Mi sono avvalso di una presentazione realizzata con un nuovo tools che e’ stato apprezzato dagli studenti e che si stà diffondendo sempre di più (www.prezi.com).

Qui il post sul Blog di Social Lab

Un Social Network per la co-creazione di un libro

Una bella esperienza quella della partecipazione ad un progetto di co-creation del business book di Alex Osterwalder Business Model Generation.
Si e’ conclusa (per ora) con l’arrivo tramite corriere di un bellissimo (visual Book) libro provenienete dall’Olanda , immediatamente lo scarto e cerco e trovo (in mezzo a piu’ di 400 nomi scritti fitti fitti ) il mio nome :) .
Tutto e’ iniziato piu’ di un anno fa , quando seguendo le iniziative ed il blog di Alex Osterwalder, apprezzavo le sue idee rigurdanti un modello di formalizzazione ed analisi dei modelli di Business. SlideShare , Tweeter ,il suo blog, trovavo molto utile il materiale e seguivo con interesse l’evolversi del modello ( Business Model Canvas).

Stavo attentamente valutando come fosse possibile, attraverso un modello di rappresentazione del Business Model di una iniziativa, trovarne i punti deboli e verificare sul modello le modifiche ed i cambi di strategia od i completi rovesciamenti, mi sembrava una buona idea quella di coniugare un formalismo chiaro e semplice , con la possibilità di fare brainstorming su come un’iniziativa poteva essere di successo.
Comunque ad un certo punto sul Blog di Alex compare un post che dice piu’ o meno: Continue reading this post »

Che cosa non è l’ Innovazione…

L’inflazione della parola INNOVAZIONE è sotto gli occhi di tutti , da molto tempo ,oltre che usare la parola in diverse (e comprensibili) accezzioni, mi trovo sempre piu’ spesso a scoprire abusi della parola e del concetto di innovazione, probabilmente a causa dell’attrattiva e del significato estrememente positivo che gli è stato attribuito. Innovazione è diventata una “keyword” che riesce a svecchiare molte iniziative; un messaggio marketing che piano piano si distanzia dai contenuti che vuole supportare e veicolare.
Tenterò quindi di dare un contributo di chiarezza tentando di escludere alcuni significati della parola Innovazione.

  • Innovazione non è un nuovo software da comprare per l’azienda.
  • Innovazione non è l’adozione di una nuova tecnologia
  • Innovazione non è un’idea nuova
  • Innovazione non è un brevetto
  • Innovazione non è una persona innovativa
  • Innovazione non è un buon design

Tra le varie definizioni di Innovazione , quella che condivido e’ la seguente:

Innovazione
è l’implementazione di una idea creativa fatta in modo da generare profitto per l’azienda.

E questo richiede la combinazione di molti fattori e non l’adozione singola di alcuni comportamenti o ,peggio,l’acquisto di beni o servizi da terzi.

Alcuni comportamenti che si definiscono innovativi , rappresentano solo un’indispensabile allinearsi delle aziende ad alcune Best Practices , per poter sopravvivire nell’arena della competizione.

La (nostra) definizione di Innovazione ,Invenzione ed Idea

E’ importante per noi definire un perimetro e di conseguenza le definizioni dei termini dei quali ci vogliamo occupare.
Tali definizioni (e distinzioni) sono parte fondamentale del percorso di una azienda verso la capacita’ di rendere organizzato e ripetibile il “processo” innovazione.

Innovazione = l’implementazione di una idea creativa fatta in modo da generare profitto per l’azienda.

Invenzione = un processo, un oggetto o una tecnica che possiede elementi di novita (originalità)

Idea =un concetto che si genera e risiede nella nostra mente.

La parola innovazione e’ molto spesso usata senza tenere conto del suo reale significato, altre volte e’ usato il concetto di Innovazione fuori dal proprio contesto.

Microsoft : Innovazione come processo formale

Riprendo con piacere una notizia riguardante l’intervento di un executive di Microsoft che esprime chiaramente la necessità delle aziende di rendere “riconoscibile” e formale il processo dell’innovazione.
Mi sembra stimolante la frase ” molta gente oggi non sa dove si trova l’innovazione
all’interno dell’organizzazione aziendale, o come si faccia per parteciparvi”
Vi riporto alcuni passi significativi. Continue reading this post »

European Innovation Scoreboard 2007 :Riflessioni (amare)

E’ stato rilasciato il consueto rapporto annuale dell Unione Europea che fotografa lo stato di salute dell Innovazione in tutti i paesi europei , utilizzando una serie (molto completa) di indicatori per ricavare un indice complessivo dell’Innovazione in ogni paese: il Summary Innovation Index.
Ci sono tutti i 27 Stati Membri dell Unione ma sono stati inseriti una serie di dai relativi anche ad una serie di paesi che servono per un raffronto interessante con le performance dell’Europa quali: US, Canada,Australia,SvizzeraIsraele,Giappone,Norvegia e Turchia.
A parte il risultato complessivo dell’Italia che rimane nei paesi insegitori con un indice globale di 0,33 contro la media di 0,45; volevo soffermarmi su un paio di aspetti che rischiano di passare inosservati ma che vale la pena di evidenziare.

Per prima cosa tra l’ecatombe di grafici dove l’Italia e’ nelle ultime posizioni grazie alla sua appartenenza al gruppetto degli inseguitori (Moderate Innovators) a pagina 26 compare un’anomalia rappresentata dal grafico qui sotto:

dove l’Italia, con sorpresa, viene rappresentata come un paese con una elevata efficienza nella trasformazione degli input di innovazione in applicazioni sul mercato. Continue reading this post »